Maxi
operazione della Polizia a Palermo: 84 gli arresti
Un nuovo duro colpo alla mafia siciliana è
stato inferto, questa notte, dagli agenti della
Squadra mobile di Palermo durante una maxi
operazione che ha portato all'arresto di 84
esponenti del clan San Lorenzo capeggiato dal boss
latitante Salvatore Lo Piccolo considerato il
braccio destro di Bernardo Provenzano.
L'operazione, denominata "Notte di San
Lorenzo", ha consentito di smantellare
l'organigramma mafioso della cosca ritenuta una
delle articolazioni più vaste di Cosa Nostra.
Oltre alla parte nord-occidentale di Palermo,
infatti, il gruppo estendeva la sua influenza
anche su numerosi comuni limitrofi tra i quali
Capaci, Isola delle Femmine, Carini e Villagrazia
di Carini.
Le indagini, coordinate dalla Direzione
Distrettuale Antimafia, erano partite nel 2001
supportate da una serie di intercettazioni
telefoniche e ambientali. Recentemente poi erano
arrivate ad un importante e fondamentale punto di
svolta grazie alle dichiarazioni di alcuni
collaboratori di giustizia. Un sistema
investigativo che ha consentito agli inquirenti di
individuare la struttura associativa della cosca
che garantiva a Lo Piccolo di continuare ad
esercitare indisturbato il suo potere nella zona
nonostante la sua latitanza.
"Dalle indagini - ha commentato il Procuratore
capo di Palermo, Pietro Grasso - emerge un sistema
criminale globale integrato tra le componenti
mafiose che viene controllato da Cosa nostra sul
Territorio. Non esiste una microcriminalità
staccata dal sistema mafioso: dietro ogni fatto di
criminalità, c'è sempre la mafia". Tra i tanti
reati contestati c'è, ancora una volta,
l'estorsione che soffoca i commercianti delle zone
controllate dai clan sebbene nessuno di loro
denuncia il racket del quale e vittima.
Un'operazione importante dunque che il
questore di Palermo, Giuseppe Caruso, ha voluto
dedicare a Nicola Calipari, il funzionario del
Sismi, ucciso il 4 marzo durante la liberazione di
Giuliana Sgrena. Apprezzamento e complimenti per
l'esito dell'operazione sono stati espressi dal
ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu.