Prima pagina di VareseNews
Barra di navigazione
Varese - Tremila euro per ogni permesso di soggiorno. Denunciati dalla polizia anche 6 cittadini romeni. L'indagine è partita da un paese in provincia di Siena
Procuravano permessi falsi, denunciati due imprenditori

Sembravano permessi di soggiorno veri: carta filigranata azzurrina con stampigliata la scritta  "Ministero dell'interno", timbri della questura e firme di funzionari inesistenti. Erano fatti così bene che avevano passato anche la prova della dogana e di alcuni posti di blocco, ma non quella degli agenti di polizia dell'ufficio stranieri, che dopo alcuni mesi di indagine ne hanno scoperto  la provenienza e gli autori. 
A tenere le redini di questo mercato redditizio era un gruppo di sei persone di Angera: due imprenditori, uno a capo di una cooperativa di lavoro con sede nel basso Varesotto, l'altro a capo di un'impresa edile con sede ad Arona, e quattro romeni che procacciavano clienti tra i propri connazionali irregolari. Ogni permesso costava 3000 euro, 1500 euro invece per ogni falsa dichiarazione di emersione  per ottenere la sanatoria prevista dalla legge Bossi Fini. Un giro d'affari di tutto rispetto, considerato che nelle perquisizioni fatte dalla polizia, in alcune case sulla costa piemontese del Lago Maggiore, sono stati trovati fino a cento permessi falsi.

(nella foto sopra: il capo della squadra mobile Franco Novati)

L'indagine è partita da lontano. L'agosto scorso, all'ufficio stranieri della questura di Chiusi-Chianciano, in provincia di Siena, si sono presentati tre cittadini romeni, tra cui una donna, che chiedevano il rinnovo del loro permesso, rilasciato dalla questura di Torino. Alla vista del permesso gli agenti di polizia hanno avuto pochi dubbi sulla autenticità del documento e sono risaliti fino alla "sorgente", cioè il gruppo di Angera, che ora dovrà rispondere dei reati di falso in atto pubblico, ricettazione di documenti, violazione della legge sull'immigrazione.
I romeni che pagavano per il permesso di soggiorno erano convinti che i documenti fossero veri e regolari e che fosse anche normale pagare quelle cifre per ottenerli. Infatti li avevano presentati ai posti di blocco, in frontiera e per richiedere la carta d'identità, senza preoccuparsi. Nelle perquisizioni di alcune abitazioni gli agenti di polizia hanno trovato anche dieci clandestini che pagavano l'affitto per un posto letto ai due imprenditori. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Rossella Ferrazzi.

Martedi 1 Febbraio 2005
Michele Mancino
michele@varesenews.it

MANDA QUESTO ARTICOLO STAMPA QUESTO ARTICOLO
»IN VARESENEWS

»IN RETE


Copyright © 2000 - 2004 varesenews.it. Tutti i diritti riservati