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La
Provincia di Varese crocevia di clandestini. E’ quanto
ha portato alla luce una lunga indagine congiunta di
Carabinieri e Polizia, scattata nel giugno del 2003,
dopo il ferimento di un pakistano avvenuto a Tradate. Le
forze dell’ordine infatti, nel corso delle indagini
collegate al caso, hanno ritrovato diverse fotografie e
documenti, all’interno di alcuni appartamenti
riconducibili ad immigrati pakistani, e successivamente
sono giunte, grazie ad approfondite indagini congiunte,
all’individuazione di un’organizzazione italo -
pakistana, ritenuta responsabile di un vasto traffico di
immigrati clandestini, provenienti da paesi orientali:
Pakistan, Nepal, India e sono riusciti a scoprire un
centinaio di false regolarizzazioni risalenti al 2002.
L’organizzazione che seguiva l’intera trafila del
traffico di immigrati dal viaggio, che avveniva via
aereo dalla Grecia a Malpensa, o via terra, sfruttando
vecchie sentieri e guadi al confine con la Svizzera si
occupava anche, dietro il pagamento di cifre che
superavano anche i 10 mila euro, di procurare agli
immigrati false documentazioni per rientrare nella
sanatoria precedente alla Legge Bossi-Fini. Una volta in
Italia, i clandestini, venivano fatti soggiornare il tre
appartamenti di Varese, Cairate e Luvinate e lì,
rigorosamente separati, secondo la legge islamica, che
impedisce a donne e uomini di alloggiare insieme,
attendevano il rilascio del permesso di soggiorno,
dietro alla presentazione di fasulle dichiarazioni di
lavoro, firmata da compiacenti datori imprenditori , che
operavano nel settore edile e controfirmate dagli stessi
immigrati. Ma l’enorme quantità di assunzioni, in
piccole imprese, a volte persino a conduzione familiare,
ha contribuito ad indirizzare gli inquirenti sulla
strada giusta. Il Procuratore della Repubblica di
Varese, Pierantozzi e il Sostituto, Paganini, a
conclusione dell’inchiesta, hanno dunque disposto
l’arresto di 11 persone che dovranno rispondere
dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata
all’ingresso, al transito e alla permanenza d
clandestini sul territorio italiano. In manette i 3
imprenditori italiani che avevano falsamente attestato
l’assunzione degli immigrati e di 7 pakistani che
curavano per l’organizzazione la raccolta, il trasporto
e l’alloggio dei connazionali clandestini. Per i cento
immigrati che avevano usufruito della regolarizzazione
presentando la falsa documentazione si avvieranno ora le
procedure di espulsione mentre sono in corso ulteriori
accertamenti nei confronti di una decina di persone per
il momento solo denunciate. Ottimo il bilancio dunque di
un'operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia che
mira a contrastare un fenomeno, quello dell'immigrazione
clandestina, diffuso largamente nel nostro territorio,
come ha confermato ai nostri microfoni, il Dottor Franco
Novati, dirigente della Squadra Mobile di
Varese. |