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mercoledì 12 maggio 2004 - 17.30
La Provincia di Varese corcevia di clandestini: in menette 11 persone al vertice di un'organizzazione dedita al traffico di immigrati. Quasi 100 le persone coinvolte
La Provincia di Varese crocevia di clandestini. E’ quanto ha portato alla luce una lunga indagine congiunta di Carabinieri e Polizia, scattata nel giugno del 2003, dopo il ferimento di un pakistano avvenuto a Tradate. Le forze dell’ordine infatti, nel corso delle indagini collegate al caso, hanno ritrovato diverse fotografie e documenti, all’interno di alcuni appartamenti riconducibili ad immigrati pakistani, e successivamente sono giunte, grazie ad approfondite indagini congiunte, all’individuazione di un’organizzazione italo - pakistana, ritenuta responsabile di un vasto traffico di immigrati clandestini, provenienti da paesi orientali: Pakistan, Nepal, India e sono riusciti a scoprire un centinaio di false regolarizzazioni risalenti al 2002. L’organizzazione che seguiva l’intera trafila del traffico di immigrati dal viaggio, che avveniva via aereo dalla Grecia a Malpensa, o via terra, sfruttando vecchie sentieri e guadi al confine con la Svizzera si occupava anche, dietro il pagamento di cifre che superavano anche i 10 mila euro, di procurare agli immigrati false documentazioni per rientrare nella sanatoria precedente alla Legge Bossi-Fini. Una volta in Italia, i clandestini, venivano fatti soggiornare il tre appartamenti di Varese, Cairate e Luvinate e lì, rigorosamente separati, secondo la legge islamica, che impedisce a donne e uomini di alloggiare insieme, attendevano il rilascio del permesso di soggiorno, dietro alla presentazione di fasulle dichiarazioni di lavoro, firmata da compiacenti datori imprenditori , che operavano nel settore edile e controfirmate dagli stessi immigrati. Ma l’enorme quantità di assunzioni, in piccole imprese, a volte persino a conduzione familiare, ha contribuito ad indirizzare gli inquirenti sulla strada giusta. Il Procuratore della Repubblica di Varese, Pierantozzi e il Sostituto, Paganini, a conclusione dell’inchiesta, hanno dunque disposto l’arresto di 11 persone che dovranno rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’ingresso, al transito e alla permanenza d clandestini sul territorio italiano. In manette i 3 imprenditori italiani che avevano falsamente attestato l’assunzione degli immigrati e di 7 pakistani che curavano per l’organizzazione la raccolta, il trasporto e l’alloggio dei connazionali clandestini. Per i cento immigrati che avevano usufruito della regolarizzazione presentando la falsa documentazione si avvieranno ora le procedure di espulsione mentre sono in corso ulteriori accertamenti nei confronti di una decina di persone per il momento solo denunciate. Ottimo il bilancio dunque di un'operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia che mira a contrastare un fenomeno, quello dell'immigrazione clandestina, diffuso largamente nel nostro territorio, come ha confermato ai nostri microfoni, il Dottor Franco Novati, dirigente della Squadra Mobile di Varese.
Alessio Pagani
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Franco Novati, Squadra Mobile Varese


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